All’Apple Academy altri 400 diplomati. Lisa Jackson: “Napoli è la capitale italiana degli sviluppatori”


In sei anni, all’Apple Developer si sono diplomati circa duemila studenti. Quattrocento erano ieri nell’Aula Magna del Campus di San Giorgio a Teduccio, alle porte di Napoli, ad ascoltare Lisa Jackson, Senior Vice President Environment, Policy and Social Initiatives di Apple. “Oggi non è una fine, perché l’istruzione non è una meta. È un viaggio. E non vedo l’ora di vedere dove porterà il vostro”, ha detto alla cerimonia della consegna dei diplomi a studenti e studentesse da 19 Paesi diversi. 

Le app

Quello che si è visto è incoraggiante: perché chi frequenta l’Academy impara il codice, studia l’interfaccia grafica, prepara business plan e si esercita col marketing, ma cerca anche di trovare un senso in quello che fa. La Jackson parla di app che “hanno il potenziale di avere un effetto positivo sulle persone”, e cita tra i tanti esempi applicazioni come Remoria e Anne. La prima, nata da un team molto eterogeneo per nazionalità, genere, background, è stata sviluppata in collaborazione con la sede napoletana dell’Associazione Italiana Malattia Alzheimer (AIMA) e utilizza la tecnologia Apple per aiutare ad affrontare i problemi di linguaggio e comprensione dei malati, già nella fase precoce. 

L’app Anne prende il nome da Anne Sullivan, l’insegnante che guidò per 40 anni la scrittrice e attivista Helen Keller: è una porta d’accesso al mondo esterno per le persone sordomute, grazie all’utilizzo del codice Morse, di tap e swipe e delle vibrazioni dell iPhone. È nata dalla conoscenza di un’atleta paralimpica sordomuta.

E ancora: TrueSteppy, che aiuta ciechi e ipovedenti a riconoscere ostacoli ed evitarli grazie allo smartphone, e poi Echo, concepita insieme all’associazione napoletana Cleanap, per costruire uno strumento che facesse da eco alle iniziative ecologiche promosse su base locale. O Litt, per conoscere la posizione del sole e la direzione dei raggi solari in un’ora e un luogo specifico. Lisa Jackson ha incontrato anche gli ideatori di KoiKoi, un’app che porta in digitale il gioco di carte giapponese KoiKoi, nata da un team tutto campano con tre membri che vengono dall’Orientale di Napoli, e frutto di una collaborazione con l’Apple Academy in Sud Corea.

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L’impatto

“Più volte gli studenti e i docenti di questa sede hanno dimostrato che il coding è un linguaggio davvero universale, e che la misura più grande della tecnologia è il modo in cui la usiamo al servizio degli altri”, dice Lisa Jackson. E definisce Napoli “la capitale italiana degli sviluppatori”. 

Apple lo scorso autunno ha annunciato un nuovo investimento nel programma, ed esteso l’accordo con l’Università Federico II fino al 2025, oltre a lanciare un nuovo programma per gli alumni che sosterrà i diplomati nelle loro iniziative imprenditoriali. Intanto il Campus ospita anche una serie di Co-Innovation Hub, spazi in cui le aziende collaborano con la Federico II su iniziative legate all’open innovation, al trasferimento tecnologico e all’accelerazione delle startup. E in questi anni nell’hub di San Giovanni a Teduccio sono nati nuovi centri di ricerca e accademie di grandi nomi della tecnologia come Cisco, Deloitte, Accenture, TIM e altri.

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Il corso di studi

Secondo i dati di Apple, l’economia delle app iOS attualmente sostiene più di 2,2 milioni di posti di lavoro in tutta Europa; di questi oltre 85.000 in Italia; in questo senso l’attività che si svolge a San Giovanni svolge un ruolo fondamentale. 

I corsi, gratuiti, sono di diversi tipi. Quello standard dura di 9-10 mesi. Altri 3.000 studenti hanno completato i corsi Foundations dal 2016: durano 30 giorni, e sono offerti in collaborazione con diverse università e organizzazioni non profit in tutta la Regione. I corsi Foundation sono progettati per gli studenti che sono interessati a imparare le basi della programmazione. 

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All’Academy di San Giovanni nessuno viene giudicato, anche perché non ci sono insegnanti ma mentor, ragazzi e ragazze più grandi che accompagnano gli studenti nel percorso di formazione. L’Academy di Apple non solo prepara gli studenti per le opportunità lavorative dell’economia delle app iOS, ma li supporta nel loro percorso di carriera una volta completato il programma. Oltre 100 aziende hanno partecipato a eventi di recruiting e job fair per i diplomati dell’Academy, e i partecipanti al programma hanno intrapreso carriere di successo in Italia e fuori. La vocazione internazionale dell’Academy è evidente anche nella composizione della classe 2021/2022: 28% di donne, 80% di italiani, 20% di stranieri e studenti di altri Paesi. Ma, per una curiosa ironia, il campus di Apple sorge proprio dove si produceva uno dei prodotti più tipici di Napoli e dell’Italia: le conserve di pomodoro Cirio.

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