Epatiti acute dei bambini, in Gran Bretagna la metà dei casi europei


Tanti casi inspiegabili, quelli delle epatiti acute nei bambini, in particolar modo sotto i 5 anni (ma fino a 10). E, come se non bastasse, continuano a crescere. Li aggiorna con aria dolente Philippa Easterbrook, medico in forza al programma Who, l’Organizzazione mondiale della Sanità, su Hiv, Epatiti e Malattie sessualmente trasmesse, e lo fa qui nel Regno Unito, al congresso europeo dell’Easl dedicato alle malattie del fegato, qui dove tutto è cominciato, il 5 aprile, con le prime segnalazioni.

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In Gran Bretagna la metà dei casi europei

E qui dove l’epatite acuta nei bambini colpisce più che in ogni altro paese: la Gran Bretagna ha infatti segnalato 260 casi, più della metà di tutti quelli registrati in Europa (449) e circa il 30 per cento di quelli mondiali (894 casi in 23 paesi). Un numero in crescita: 224 casi in più rispetto a maggio. Gli Stati Uniti hanno avuto 368 casi, più del 40% del totale, per fortuna sembra in diminuzione. Il dato inspiegabile è che Usa e Regno Unito hanno insieme oltre il 70% dei casi globali. Motivo? Non si sa.
Un po’ sconfortata lo è certamente, Philippa Easterbrook, soprattutto quando deve dare i dati peggiori: “Abbiamo avuto 44 bambini per i quali si è reso necessario il trapianto di fegato – spiega – un po’ meno del 5%, trapianto che è stato terapia salvavita. E purtroppo registriamo 8 morti. Infine il 30% è stato ricoverato in ospedale per cure anche intensive, la maggioranza aveva meno di 5 anni. Sembra che nei più piccoli si sviluppi con maggiore severità”.

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Le cause? Ancora sconosciute

Dopo i numeri, ovviamente le informazioni sulle cause di queste epatiti acute che è vero che ci sono sempre state – precisa Maria Buti, medico rappresentante Easl per la Salute pubblica – ma mai con numeri così imponenti. Ed è il dato numerico a fare la differenza e ad allarmare l’Oms tanto da aver deciso per una comunicazione specifica al congresso della Società europea per le malattie del fegato che vede a Londra, dopo due anni di svolgimento online, di nuovo 5500 specialisti da tutto il mondo.

L’83% non aveva vaccino anti Covid

Ma cause certe ancora non ce ne sono, siamo nel campo delle ipotesi. Certamente non c’entra il vaccino contro Covid, visto che l’83% dei bambini non era vaccinato. Mentre invece sembra possa avere un ruolo una infezione pregressa o in atto con Sars-Cov2. Insieme all’ipotesi che regna sovrana da tempo: un adenovirus diffusissimo. Già, ma perché un adenovirus così tanto diffuso (curiosità: uno studio dice che è molto diffuso negli ambienti del Regno Unito, meno in altri paesi come la Spagna) improvvisamente colpisce così duramente? Un adenovirus comunque – ragiona Easterbrook – rilevato solo nel 53% dei bambini colpiti.

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Pochi dati e incompleti

In più c’è il solito problema dei dati. “Abbiamo una documentazione completa di circa la metà dei casi – ammette Maria Buti – ma abbiamo trovato solo due cluster (cioè casi correlati tra di loro, nda), quindi fare ipotesi è difficile. Può entrarci la genetica o la risposta del sistema immunitario. Servirà ancora tempo per stabilire le cause, ma intanto un avviso alle famiglie: se un bambino ha l’ittero, il colorito giallastro tipico delle epatiti, e sintomi gastrointestinali come diarrea e vomito, non perdete tempo e portatelo dal pediatra”.

 



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