Gas, Cingolani assicura: “Quantità per l’inverno ci sono”. Convocato l’ambasciatore russo per il sabotaggio del Nord Stream



L’Italia non è in emergenza per quanto riguarda le quantità di gas a disposizione, tanto da esportarlo. E’ attiva nel delineare una proposta da portare sul tavolo europeo per andare avanti negli interventi di riduzione del prezzo del gas, incluso il tetto che finora è stato ostacolato dai veti incrociati delle cancellerie a Bruxelles. E ha convocato l’ambasciatore Sergey Razov alla Farnesina, per fare chiarezza sui sabotaggi al gasdotto Nord Stream nel mar Baltico. Una iniziativa, ha fatto sapere la Farnesina stessa, coordinata in ambito Ue.

Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, a Mezz’ora in più di Lucia Annuziata su Rai3 ha spiegato che “l’argomento all’ordine del giorno in questo momento è chiarire la situazione dei sabotaggi” del Nord Stream, in merito aella convocazione dell’ambasciatore russo Razov alla Farnesina. “Si partirà sicuramente dal sabotaggio del Nord Stream, si farà un punto sulla guerra. Si sta parlando di un’escalation antistorica”, ha aggiunto riferendosi alle minacce atomiche, quindi “ben venga qualsiasi tentativo diplomatico costruttivo”. “Speriamo che prevalga il buon senso”, ha concluso.

Crisi energetica: come affronteremo l’inverno

Ancora una volta, il titolare del Mite ha tranquillizzato sul fronte approvvigionamento di gas. In questo momento “distinguerei i timori legati ai costi dai timori sulla quantità”, in quanto ora come ora “in Italia stiamo trasportando” gas all’estero. Secondo gli ultimi dati sui flussi, nonostante l’azzeramento degli ingressi di combustibile russo al Tarvisio “ci sono oltre 40 milioni di metri cubi di gas per gli stoccaggi e tra i 18 e i 20 milioni esportati”. Per cui “la situazione, a livello di quantità, non è complessa”. Non ha però nascosto che lo sia “a livello di costi”.

Se alla Russia si chiedono risposte sui sabotaggi, ai partner europei si chiedono passi avanti nella strategia comune per limitare il prezzo, per quanto ancora nell’ultimo vertice sia emersa la spaccatura di Bruxelles. “Noi abbiamo parlato di price cap e di disaccoppiamento un anno fa. Il disaccoppiamento è stato approvato” sul tetto al prezzo del gas “andiamo avanti. Che ci voglia un anno a me non meraviglia, è un lunghissimo percorso che si fa passo per passo. L’ultimo è stato che la Commissione europeo si è impegnata a redigere una bozza su indicazioni degli Stati membri”, ha detto Cingolani. Lavoro che prevete una ipotesi “di indicizzare il prezzo del gas venduto in Europa agganciandolo a piattaforme più stabili” rispetto al Ttf di Amsterdam. Ha parlato di “indicizzarlo a Borse più stabili” e che l’Italia è pronta a fare la sua parte tecnica: “Nelle prossime 48 ore mandiamo la nostra proposta” per ridurre il prezzo del gas e l’obiettivo comune è quello di arrivare al prossimo vertice dei capi di Stato e di governo europei di Praga il 6 e 7 ottobre con “una decina di linee concordate”.



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