Inaugurato l’hub Equinix di Genova: cresce la rete dei porti digitali italiani


L’hub digitale di Equinix e Vodafone nel capoluogo ligure è operativo: la struttura, che sorge in via Lungobisagno d’Istria, a pochi passi dal torrente Bisagno, serve come punto d’attracco per i cavi sottomarini del consorzio 2Africa, che porterà la connessione dati da e verso Europa, Africa e Asia.

Genova non è il primo porto digitale italiano (ce ne sono altri due, in Puglia e Sicilia), ma è il punto di attracco di quello più importante e grande: completato entro il 2024, il cavo 2Africa sarà lungo 45mila chilometri, porterà connettività a circa 3 miliardi di persone (oltre il 35% della popolazione globale), toccherà 46 località e consentirà connessioni sino a 180 TB/s.

I cavi sottomarini sono insieme il presente e il futuro dei collegamenti a Internet: già oggi, oltre il 90% del traffico dati del mondo passa in cavi sottomarini, che sono più sicuri e meno soggetti a guasti e interferenze. Vodafone, che fa parte del consorzio 2Africa insieme con China Mobile, Meta, MTN, Orange, STC e Telecom Egitto, gestisce al momento 1 milione di chilometri di cavi sottomarini che servono 100 Paesi nel mondo e durante l’inaugurazione dell’hub genovese ha spiegato che “la richiesta di connessione cresce del 35% anno su anno e cresce tantissimo soprattutto in Africa”. Insomma: in prospettiva futura questo è un mercato in grande espansione, e le aziende non vogliono esserne tagliate fuori.

Genova, l’interno dell’hub GN1 

Connessioni

Iniziata a Genova la posa del primo cavo dati sottomarino del consorzio 2Africa

di

Emanuele Capone



Che cosa significa Equinix per Genova

Durante la visita al data center, che occupa un’area di quasi 600 metri quadrati, ricavati ristrutturando un vecchio edificio abbandonato, il sindaco di Genova, Marco Bucci, ha parlato di “una data storica per la città, che oggi diventa un porto anche digitale” e ricordato che “la vicinanza ai cavi abbassa la latenza” e che “questo attrarrà aziende importanti in città e creerà occupazione”.

Ovvio che un sindaco dica così, a maggior ragione in periodo di campagna elettorale, ma in effetti le cose stanno davvero così: il lavoro di Equinix, e in generale delle CDN (che cosa sono?) è proprio quello di avvicinare fisicamente i dati alle persone, appunto per ridurre i tempi di risposta dei servizi online. Ed è quindi probabile che veramente la presenza di un data center del genere, che quando sarà a regime potrà gestire contemporaneamente oltre 140 milioni di richieste di accesso, abbia ricadute positive sulla vita economica della città.

A oggi, all’interno dell’hub ci sono i server di un solo cliente (Vodafone, ovviamente), ma da Equinix ci hanno spiegato che “ci aspettiamo che almeno un’altra decina di cavi (ognuno porta i dati di uno o più clienti, ndr) vengano collegati qui entro il prossimo paio d’anni”.

Il data center, il cui nome in codice è GN1, dà al momento lavoro a 5 persone ed è già collegato verso nord con Milano, verso ovest con Barcellona e verso est con l’Egitto, entro il 2023 sarà connesso con Francoforte (il principale hub europeo di Equinix) e con Marsiglia ed entro il 2024 verso Londra e il Regno Unito.



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