Nfl, OJ Simpson torna in libertà con 3 mesi di anticipo per buona condotta


Condannato nel 2008 per rapina a mano armata, la buona condotta ha fatto anticipare all’ex star del football americano l’uscita dal regime restrittivo.

Tre mesi di sconto della pena per buona condotta: OJ Simpson è un uomo libero. Condannato nel 2008 per un furto a mano armata di cimeli sportivi, l’attore ed ex campione di football era finito prima in carcere e poi in libertà condizionata, regime dal quale è uscito il primo dicembre. Il suo avvocato non ha rivelato i futuri piani della star, che negli ultimi anni ha vissuto a Las Vegas, dove giocava a golf e twittava sullo sport.

Libero

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O.J. Simpson era stato condannato nel 2008 per una rapina a mano armata a Las Vegas. Aveva fatto irruzione nel 2007 con cinque complici in un casinò di Las Vegas per “recuperare”, a mano armata, cimeli sportivi. Nel luglio 2017 era stato rilasciato e viveva in Nevada, commentando il campionato di Nfl sui social. L’ex stella del football americano, ora 74enne, era però in libertà vigilata e il regime restrittivo avrebbe dovuto concludersi il 9 febbraio 2022, ma O.J. Simpson ha presentato richiesta per una revoca anticipata, concessa dalla Commissione delle libertà condizionali del Nevada a partire dal 1 dicembre 2021. Ora completamente libero di muoversi.

La fuga

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O.J. Simpson era stato protagonista nel 1994 di una fuga dalla polizia durante un inseguimento trasmesso in diretta su tutte le stazioni tv Usa. Si credeva che avesse pugnalato a morte la sua ex moglie, Nicole Brown Simpson, e un uomo che era con lei, Ron Goldman. Nel 1995, dopo un processo che aveva profondamente agitato le tensioni razziali nel paese, O.J. Simpson è stato dichiarato non colpevole da una giuria popolare. Innocente sul piano penale, Orenthal James Simpson fu però ritenuto due anni dopo responsabile a livello civile della morte dell’ex moglie e di Ron Goldman, ma lui ha sempre protestato la sua innocenza. Ha anche negato di aver tentato di sottrarsi alla convocazione in questura il giorno del famoso inseguimento, sostenendo di aver voluto solo recarsi alla tomba dell’ex moglie. Una borsa con il suo passaporto, contanti e un revolver .357 Magnum era stata scoperta dagli investigatori nel suo veicolo. Ma questi elementi non sono mai stati presentati come prova nel fascicolo perché l’auto non apparteneva all’indagato e l’accusa non è stata in grado di provare chi li avesse collocati lì.



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